
È arrivato il momento di lasciare questo posto, di tornare a lavorare duramente (sono tornata full time in un ospedale vicino a casa, ma il tempo pieno e i turni che non facevo da 5 anni si sono fatti sentire come un tir schiantato dritto in faccia)…
Quest’anno vacanze un po’ sfasati con i turni e quindi oggi lascio Pietro, Bernardo e Valentino in montagna mentre io faccio ritorno a casa in treno, decisamente NON pronta ad affrontare caldo, solitudine e rientro al lavoro.
È stata una vacanza meravigliosa però.
Ho tolto tutte le notifiche dal telefono, tenuto il silenzioso come sempre, avvisato tutte la varie chat che volevo staccare e disinstallato Instagram.
Certo… rimaniamo digitali e quindi abbiamo sempre bisogno di fare foto con sto cavolo di coso in mano…
Per la prossima vacanza ho deciso che compro una macchina fotografica e imparo a selezionare l’essenziale. Sono passi di consapevolezza che si compiono pian piano per questa complicata disintossicazione da questi cosi infernali… viviamo con sto coso in mano sempre continuamente… mi guardo intorno e vedo tanti zombie con gli occhi fissi su sti schermi che suonano sempre e così lontani e distratti…
È stato un tempo lento, immersi nella natura e nella bellezza.
La prima settimana l’ho passata sola con i bambini e ho imparato:
- che le spie motore accese in autostrada le possono affrontare anche le donne
- che so guidare piacevolmente per lungo tempo
- che una donna sola con due bambini piombata a caso in un’officina piena di uomini tutti sporchi di olio motore può essere trattata con gentilezza
- che gli audiolibri sono un’ottima soluzione per i viaggi coi ragazzi (grazie Marti!)
- che Francesco Pannofino legge Harry Potter meravigliosamente e potrei essermi innamorata della sua voce
- a riconoscere diversi cinguettii di numerosi uccellini e rapaci grazie all’app Merlin Bird ID (il Luì piccolo è diventato ufficialmente il mio tenerino preferito)
- a distinguere tutti i vari tipi di conifere della montagna in base a fusto, aghi e pigne
- a scoprire quali animali hanno mangiato quelle pigne in base alla loro forma residua
- come si produce un olio essenziale
- che camminare scalzi nella natura fa bene a tutto il corpo e alla mente (sacri santissimi percorso Kneipp, Bergila e Monte Elmo!)
La valle in questione è la Val Pusteria, ormai nostro posto del cuore da circa 7 anni. Il fresco, l’aria e l’acqua di montagna, il verde e l’azzurro sono una terapia disintossicante incredibile.
La vita lenta dei paesi di montagna è per me terribilmente invidiabile tanto che ogni anno che passo di qui entra in me sempre di più il desiderio di trasferirmi.
Ci sto lavorando. I sogni son desideri.
Se vieni in questi posti sei sicuro che troverai case pulitissime e fornitissime, pile di asciugamani stirati e profumati, letti comodissimi e cibo supersonico.
Oltre al lato meramente logistico, che però per gli ossessivi compulsivi per ordine e pulizia è una graaaaaande cosa, qui si trovano mezzi pubblici gratuiti (con il pass fornito dai proprietari delle case), piste ciclabili panoramiche infinite, parchi giochi comunali incredibili con giochi divertentissimi di ogni tipo e per ogni età, parchi naturali e gite in piano e in quota adatte a famiglie, anziani, sportivi, e sedentari!
Insomma qui tutti arrivano stanchi e vanno via rinati e felici ed è proprio il caso di dirlo “Val Pusteria portami via”!

































Come è capitato con Bernardo eccomi qui a scrivere qualche riga sulla nascita del mio secondogenito Valentino.